Primo giorno di visite a Camberene, impressioni di Sofia

sofi"Stai attaccata a Serena” mi hanno detto prima di partire: e così sta accadendo. Primo giorno a Cambérène, catapultata in questa stanzetta che pullula di occhietti intensi, piccoli e innocenti di bimbi che iniziano a conoscere le prime parole di una nuova lingua. Entrati in stanza improvvisamente si ammutoliscono e ci osservano, sono arrivati i “Toubab”, i “bianchi”. Tra canzoni e battiti di mani incoraggiati dalla maestra osservo a fondo quello che ho intorno a me, dove sono, con chi sono e quanti di questi altri musetti bellissimi vedrò in queste due settimane. Mi commuovo al sentire delle loro vocine indifese, una invasione improvvisa dritta dentro che mi fa cancellare completamente tutti quei controsensi che ho lasciato a casa. Usciamo dalla stanza dell’asilo e andiamo giù, dove inizia il vero viaggio, le vere visite e altrettanti incontri come questi. 
 
Non ho aspettative, come non ne avevo nei giorni prima di partire e alla partenza stessa: quel che sarà, sarà! E questa visione futura e incerta per ora riempie di energie, nonostante i 120 bambini visitati al giorno, che ti fanno dimenticare quel po’ di dolore che hai ai piedi, perché comunque hai il cuore pieno di tutto.