Diritti al Cuore presso l’Istituto Comprensivo "Don Lorenzo Milani" di Valcanneto, Cerveteri

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I bambini sono il futuro del mondo e investire in loro significa creare un mondo migliore.

Noi di Diritti al Cuore ci occupiamo di bambini in Senegal da più di dieci anni, ma sappiamo bene che è assolutamente necessario occuparci anche dei bambini in Italia per garantire a tutti loro, italiani e senegalesi, un futuro di pace, nonviolenza e diritti.

Per questo motivo, nei mesi di Dicembre 2018, Gennaio e Febbraio 2019 i volontari di Diritti al Cuore hanno tenuto una serie di incontri presso l’Istituto Comprensivo "Don Lorenzo Milani" di Valcanneto, Cerveteri. Scopo di queste riunioni è stato quello di far conoscere ai bambini delle elementari e ai ragazzi delle medie, situazioni differenti rispetto a quelle a cui sono abituati e, quindi, sensibilizzarli ad una solidarietà ed una vicinanza verso i loro coetanei che vivono realtà meno fortunate. Ad ogni incontro (quattro in tutto) erano presenti circa 40-50 bimbi o ragazzi. Molto attenti, disciplinati ed incuriositi quelli di terza, quarta e quinta elementare; un po’ più caciaroni e, almeno all’inizio, un po’ dubbiosi quelli delle medie; però andando avanti con la presentazione anche i ragazzi delle medie si sono dimostrati interessati e molto coinvolti.

Con l’aiuto di due brevi video e di alcune fotografie, i volontari di Diritti al Cuore hanno illustrato le proprie attività in Senegal e Gambia, sia in ambito scolastico che sanitario, raccontando episodi, aneddoti di vita quotidiana, particolarità che hanno molto colpito ed stimolato i giovani.

È stato dato molto spazio alle domande, alle curiosità e alle riflessioni dei ragazzi stessi.

I bambini ci hanno fatto molte domande sulla lingua che si parla in quei paesi, come noi riusciamo a comunicare con i loro abitanti, sul fatto che le bambine hanno più difficoltà a frequentare la scuola. La disparità tra maschi e femmine in particolare li ha molto indispettiti e faticavano a capirne il motivo.

Ci hanno posto domande curiose e a volte un po’ bizzarre, ad esempio un bambino ci ha chiesto se utilizziamo un elicottero privato per andare laggiù, ed un’altra quante ore dura il viaggio; una ragazza ci ha chiesto perché noi facciamo queste cose, perché li aiutiamo, ed un’altra ancora cosa proviamo nell’essere confrontati a questa povertà o addirittura nel vedere qualche bambino che, nonostante le cure, non ce l’ha fatta. 

Abbiamo fatto presente che in Senegal molti bambini prima di cominciare le lezioni hanno il compito di andare a prendere l’acqua al pozzo o aiutare la famiglia in altri modi, ed alcuni non possono proprio andare a scuola; questo li ha molto colpiti ed è seguito un lungo silenzio. Dare risposte sincere ma anche positive a questi bambini non è sempre stato semplice ma ci ha sicuramente arricchiti.

Abbiamo quindi iniziato l’intervento sugli aspetti sanitari dei bambini del Senegal chiedendo ai ragazzi quali sono, secondo loro, le patologie che incontriamo più frequentemente durante le nostre visite mediche. E' stato importante per capire la percezione che i bambini e i ragazzi occidentali hanno di un Paese africano: c'è stato chi ha risposto "la malaria", "la polmonite", ma anche "l'ebola", una sorprendente "ipotermia", "il cancro". 

Abbiamo spiegato che quello che vediamo in Senegal è l'insieme di quelle che vengono definite "Malattie della Povertà", cioè tutte quelle patologie che derivano proprio dallo stato di povertà del paese, e sono malattie che qui, ormai, sono considerate banali, facilmente curabili se non addirittura debellate: parassitosi intestinali, dermatosi, raffreddori e bronchiti. Queste patologie sono dovute prevalentemente a una scarsa conoscenza delle norme igieniche di base, ed è per questo che ci occupiamo, durante ogni missione sanitaria, di proporre alla popolazione dei "seminari", tenuti dalle nostre studentesse di medicina e scienze infermieristiche del progetto Fatou, proprio su questi temi.

Anche le maestre e le professoresse hanno dimostrato interesse ed apprezzamento per il lavoro che svolgiamo. Dopo questi stimolanti ritrovi (per i ragazzi e anche per noi volontari) abbiamo deciso, in accordo con la Vicepreside, di coinvolgere concretamente i bambini della scuola di Valcanneto, ad esempio tramite un gemellaggio o un’adozione a distanza, nonché approfondendo i temi trattati insieme. Le possibilità sono molteplici e speriamo di dare un seguito a queste bellissime giornate.

articolo di Cesare Pace e Tania Di Giovanni

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